Infrarosso a tutto spettro

Circa un anno fa iniziavo a fare qualche prova con l’infrarosso con MegaD, il 35mm ed un Hoya R72. I risultati non erano male tutto sommato, considerando che la macchina non è modificata.

Nel corso dei mesi ho continuato ad informarmi e fare prove ma, purtroppo, senza un corpo full spectrum, le possibilità di realizzare qualcosa di un po’ diverso erano alquanto limitate. Se tutto si riduce a post-produrre in maniera esagerata su Photoshop, allora non ha nemmeno senso che mi sbatta a fotografare in infrarosso.

Visto che DeeDee (D90) era in casa a prendere polvere ho pensato di farla convertire full spectrum (circa 300 euro) anche se poi non avrei potuto usare tutte le mie ottiche che sono FX. Stavo per acquistare il tutto quando mi è capitata un’occasione su una D750 convertita, un’offerta che non ho potuto rifiutare: è la sorella minore di MegaD, ottimo prezzo e soprattutto FX.

Al momento ho acquistato due filtri da Kolari Vision, il 590nm e l’850nm.

L’850nm è solo ed esclusivamente per foto in bianco e nero. È il filtro in assoluto più selettivo. L’ho provato una mattina a Milano, nei pressi di Porta Garibaldi, non una zona particolarmente verde… diciamo non una grandissima idea ecco. Ma, c’è un ma, devo dire che nonostante la mancanza di vegetazione, il tipo di bianco e nero che restituisce è molto interessante. Lo trovo “aggressivo”, mi piace.

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Il 105mm è tornato

Ho acquistato il mio primo Nikkor 105mm nel 2012 quando appena avevo iniziato ad interessarmi di fotografia e volevo fare macro a qualsiasi cosa. L’ho venduto nel 2016 con una tonnellata di polvere sopra. Scatti fatti in quattro anni? Tipo 30, massimo 40.

Senza titoloLa focale lunga (molto!), le dimensioni ed il peso piuttosto importanti mi hanno sempre scoraggiata dall’usarlo sulla D90, figuriamoci sulla D810! Continue reading “Il 105mm è tornato”

Very nope: Lomo LC-A+ e Street Candy ATM 400

Seconda prova per la Street Candy ATM 400, finita in una Lomo LC-A+ e portata a spasso al Castello di Legnano in un nuvoloso pomeriggio di febbraio.

A differenza della prima volta, ho optato per la classica LC-A+ che ha un’apertura di f/2.8; speravo di cavarmela nonostante il cielo fosse un po’ coperto e fosse tardo pomeriggio (e poi volevo assolutamente consumare della pellicola)… no, non ha funzionato, risultati disastrosi.

Questo giro avrei voluto utilizzare l’HC-110 ma non essendoci indicazioni per quel rivelatore, ho optato per il Rodinal (1+25).

Primo problema: sottoesposizione e cose mosse. A naso direi che ha deciso di scattare intorno all’1/15 o poco più, nonostante 400 ISO mi sembravano abbastanza, ma sai, ‘na Lomo, anche l’esposimetro sarà creativo…

Secondo problema: lo sviluppo. Allora, sono sicurissima di averlo fatto correttamente semplicemente perché nella tank insieme alla Street Candy ho sviluppato anche una T-MAX 400 scattata con la Rolleiflex e venuta perfettamente, ed ho fatto sviluppo per 1lt nonostante mi bastassero 800ml. Ho come il sospetto che la pellicola sia rovinata/difettosa, o almeno, il mio batch. Nella primo rullino scattato, in alcune foto, c’era un difetto simile ma molto molto attenuato. In questa serie invece si nota moltissimo.

Terzo problema: sono quasi certa che il pressa-pellicola della LC-A+ non gradisca molto le pellicole con il supporto sottile come la Street Candy e la Rollei (nelle foto di Colonia si vede eccome).

Sottoesposizione, emulsione strana e distorsione. Peggio non si poteva fare.

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Cielo anomalo

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Analogica: ex Ospedale Neuropsichiatrico di Racconigi

L’ex ONP di Racconigi è stato il primo posto abbandonato in cui mi sono portata sia l’analogico che il digitale. Inutile dire che l’analogico mi ha divertito molto di più, finendo per fare foto in digitale non troppo curate.

Dopo aver parlato abbastanza estensivamente del complesso nel post dedicato al digitale, ecco qui la versione analogica della visita.

Tutte le foto sono state scattate con una Rolleiflex su Kodak Porta 400, sviluppate in casa con il Digibase.

Senza titolo
Uno dei piani superiori

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MegaD’s Adventures: ex Ospedale Neuropsichiatrico di Racconigi

Finalmente mi prendo un attimo di tempo per fare un post sulla visita che fatta lo scorso Maggio all’ex ospedale psichiatrico di Racconigi, in provincia di Cuneo. La visita è limitata al padiglione Chiarugi, l’unico che al momento risultava “accessibile”.

Purtroppo ci sono capitata in un giorno piovoso e l’idea di fare un salto a visitare anche la Reggia di Racconigi è sfumata miseramente… un’ottima scusa per tornarci direi.

Racconigi – Via Ormesano, prima metà del XX secolo

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